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Valentina Rechten

Mi chiamo Valentina Rechten.

Il mio lavoro nasce dall'ascolto di quello che porti, anche quando non è facile da spiegare. Spesso le persone arrivano in momenti un po' confusi, o quando sentono che qualcosa non torna, ma non sanno bene da dove partire. Partiamo da lì, insieme.

Un mazzo di tarocchi sempre in borsa

I tarocchi ci sono sempre stati. Ho cominciato da ragazzina, da autodidatta, con un libro e un mazzo; poi per trent'anni quel mazzo è rimasto in borsa, tra le chiavi di casa e il rossetto, mentre facevo altro — la televisione, le vendite, le pubbliche relazioni. Lo tiravo fuori per gli amici, per gioco. Il gioco, però, ci prendeva. Nel 2019 ho aperto un gruppo, quasi per scherzo, e nel giro di pochi mesi quel gioco è diventato il mio mestiere: perché io davo le date, e le colleghe dicevano che non si poteva. Con gli anni ho cercato il tempo dentro le carte, e sono arrivata alle carte norvegesi, che per il tempo sono nate.

Oggi quel gruppo è diventato tre gruppi Facebook, e un gruppo Telegram è in allestimento. Sono i miei gruppi ufficiali: se ne trovate altri col mio nome, non sono miei. In questo lavoro capita spesso di dire di no, e non tutti lo prendono bene.

Poi, nel 2020, ho perso mia madre. In pochi mesi, senza possibilità di difesa. Da lì è nato il Codice: uno strumento che ho costruito da sola, in quelle notti, per cercarla. Non l'ho costruito per lavorare. Ma da quella ricerca, nata per una persona sola, è venuto fuori tutto il resto. So cosa significa quando il dolore arriva senza preavviso, e so che questo genere di percorso richiede gentilezza, e pazienza.

A volte porta a vedere cose che non avremmo voluto vedere. Ma è proprio lì che qualcosa cambia davvero.

È da lì che, con i miei metodi, mi è stato permesso di parlare con mia madre e con mio padre. Ed è da lì che, quattro o cinque volte in tutti questi anni — non di più — è passato un saluto per qualcun altro: un figlio a sua madre, una madre che ha fatto ritrovare qualcosa dentro un cassetto. Quando accade lo racconto nei miei gruppi, perché è l'unico modo che ho di far arrivare quel saluto a chi è destinato, e non chiedo nulla in cambio: non è un servizio, non si prenota e non si paga.

Perché dialogare con chi è salito non avviene a comando. Non è una mia scelta e non è un mio merito: è una grazia rara, e i tempi non li decidiamo noi. Per questo non insegno a chiamare nessuno — insegno, a chi vuole, a diventare ricettivo. Il resto, se arriva, arriva.

Negli anni ho accompagnato tante persone in momenti diversi: cambiamenti, blocchi, situazioni in cui serve fermarsi e capire meglio.

Il resto — le estati di quando ero ragazzina, Rita, il Codice, le guide, la via del Nord Europa, un gennaio in cui il mio corpo ha presentato il conto — lo racconto nel libro. Codice Rechten, in arrivo.

Ogni incontro è diverso

Ogni incontro è diverso, perché ogni persona lo è. Io non ti do risposte già pronte. Ti offro uno spazio in cui puoi fermarti e capire meglio cosa stai vivendo — e ti accompagno finché serve.

Sono cartomante da molti anni, e la mia specializzazione è la tempistica degli eventi: quando le carte lo permettono, indico finestre di tempo precise — a volte la data esatta. E insegno la canalizzazione, con il Codice che ho costruito, perché chi lavora con me impari a contattare da sola le proprie guide, senza più dipendere da me né da altri. Io non sono la tua guida spirituale: sono una donna che ti insegna a trovare la tua.

A volte qualcuno mi scrive la sera, o anche di notte: quando posso, rispondo, perché certe cose non arrivano negli orari giusti — anche se per lo stesso motivo, di solito, non sono disponibile durante la mattinata. Con le persone che seguo da più tempo si crea spesso anche un rapporto più diretto, anche telefonico.

In alcuni casi faccio anche da mental coach, con accordi mensili: ci sono per le cose grandi e anche per quelle che sembrano banali. Lo psicologo lo incontri una volta a settimana; io ci sono quasi sempre — forse non proprio ventiquattro ore su ventiquattro, diciamo dalle undici del mattino all'alba del giorno dopo. Non sono una psicologa e non la sostituisco: sono quella che, quando serve, ti fa vedere il problema da un'altra finestra. Ho un carattere comprensivo, sono strategica e lucida — e non faccio sconti.

Non offro consulenze gratuite a domanda singola, né "estrazioni" pubbliche che servono solo ad agganciare nuovi contatti: sono pratiche che conosco bene, e che proprio per come vengono spesso usate finiscono per danneggiare chi in questo lavoro crede davvero. Il primo contatto è un ascolto vero, non un'esca.

Le parole di chi ho accompagnato

Ne riporto qui alcune, con le iniziali — e una senza, perché oggi chi scrive di queste cose sceglie sempre più spesso di restare anonimo, e lo capisco bene. Le altre sono nei miei gruppi, scritte da persone con cui potete parlare.

Ero abituata alle carte che ti dicono «tre mesi, sei mesi». Valentina invece mi ha parlato del mese in cui è nata mia madre, del luogo dove è nato mio padre, dell'ora in cui sono nata io. E dopo ventisei giorni mi sono arrivati tutti gli arretrati della pensione che aspettavo da quasi un anno.

Anonima, dal gruppo

Avevo una data, e si è avverato lo stesso giorno. Ascoltate Valentina quando dice «fai e dimentica»: quando non ci pensi più, è quello il momento in cui le cose si avverano.

C. T.

Quello che sto vivendo è una maggiore percezione di me stessa, dei miei limiti e dei miei punti di forza. I problemi ci sono sempre, ma è cambiato il modo in cui li affronto.

E. B.

Hai creduto in me anche quando io per prima dubitavo di me. Senza la tua caparbietà non sarei mai riuscita a raggiungere questo risultato.

P. D. B.

Ci conosciamo dal 2019. Tu mi sai leggere come nessun altro e io ho imparato a capirti nel tempo. I tuoi silenzi, i tuoi consigli, la tua vicinanza nei momenti duri. Sei una persona meravigliosa.

C. B.

Ho deciso di non accontentarmi più in una relazione che non mi faceva stare bene. Ho iniziato a ricostruire la mia autostima. A un certo punto ho accettato di stare da sola, e sono stata bene. Benissimo.

C. V.

Mi sento protetta, non mi sento più sola. Non posso spiegare la sensazione di pace e tranquillità che provo in questo momento.

P. S.

Ti auguro un po' più di chiarezza,
un po' più di pace

Se senti che queste parole ti risuonano, puoi scrivermi. Se è il momento giusto, partiamo da lì.